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Francesco Longobardi (Medea ODV) commenta gli ultimi fatti di cronaca

Le parole del Presidente Dott. Francesco Longobardi (Medea ODV) mettono in luce la drammatica falla del sistema di protezione e prevenzione di fronte alla scia di sangue che caratterizza la cronaca recente. Il caso di Tania Terrin — uccisa nonostante ben sette querele già presentate — rappresenta l’ennesima dimostrazione di come le denunce, da sole, non bastino se non sono seguite da un tempestivo e incisivo intervento cautelare o di messa in sicurezza della vittima.
“I punti critici emersi dalla catena di femminicidi:
Cortocircuito istituzionale e valutativo: Il passaggio dalla denuncia formale all’applicazione di misure restrittive (braccialetto elettronico, divieto di avvicinamento, custodia cautelare) evidenzia ritardi e sottovalutazioni del rischio reale che affronta chi segnala abusi.
Necessità di prevenzione attiva: La sola via giudiziaria ‘a posteriori’ si rivela spesso inefficace se non affiancata da una rete di protezione immediata, monitoraggio h24 e interventi precoci sulle dinamiche di stalking e maltrattamenti.
Un’emergenza continua: La successione di casi tra luglio e agosto — che include vittime come Luigia Fortunato, Tania Sperindio, Dafne Rebaudo, Daniela Florea, Tania Terrin, Ornella Forastefano, Joanna Rouissi e Carmela Bifano — conferma come la violenza di genere rimanga un problema strutturale e non episodico”.
Il richiamo delle associazioni e del Dott. Longobardi punta ad azzerare i tempi di reazione dello Stato: quando una donna trova il coraggio di denunciare, le istituzioni non possono limitarsi a registrare l’atto, ma devono attivare immediatamente tutele concrete per evitare che la richiesta d’aiuto si trasformi in una tragedia annunciata.