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“Prospettive bioetiche per la medicina del futuro”

Si terrà il prossimo 7 novembre al Castello di Viglas ( Slovacchia) una interessante videoconferenza internazionale sul tema: “Prospettive bioetiche per la medicina del futuro ” alla quale saranno collegati studiosi ed esperti del settore da tutti i continenti.
Organizzata dalla Fraternitas Ordo Draconis guidato dal Gran Maestro Conte Daniel von Rechitar, in collaborazione con Università Isfoa, Universitas Centro Studi Olympo, Consorzio Mediterraneo Comed, Innovatech e Fineco vedrà in presenza autorevoli Relatori quali il Prof. Dott. Raffaele Sinno – Medico Chirurgo Anestesista Rianimatore – Dottore in Filosofia – Docente di Bioetica e Biodiritto – Scrittore, il Prof . Dott, Aimè Lay Ekuakille Ph.D – Ingegnere – Presidente IEE -IMS TC 34 – Universita’ del Salento e Repubblica Democratica del Congo, il Prof. Ing. Giuseppe Giorgianni – Tech Visionary Leader ed il Prof, Pietro Pirrone – Philosophy Speaker , coordinati dal Prof. Dott. Vincenzo Mallamaci – Medico Chirurgo Cardiologo – Psicologo e Rettore Vicario Isfoa.
Saranno presenti, altresì il Dott. Vittorio Giammaria Tomaselli – Presidente Comed, il Prof. Calogero Di Carlo – Presidente Unicesd Olympo ed il Dott. Claudio Manelli – Group Manager Fineco.
Sono previsti interventi in collegamento dalla Cina, Giappone, Stati Uniti, Repubblica Democratica del Congo, Spagna, Francia , Germania e Svizzera.
Stiamo entrando in un’epoca in cui la medicina si prepara a raggiungere traguardi impensabili.
Ma la domanda che riguarda il processo medico del futuro ci riguarda tutti, non solo gli addetti ai lavori .
Se la tecnologia rendesse le cure eccellenti ma accessibili solo a chi può permettersele , trasformeremmo la disuguaglianza sociale in disuguaglianza biologica.
La bioetica serve proprio a ricordare che curare non significa scegliere chi merita e chi no, ma garantire rispetto, ascolto e accesso equo alle cure.
Il progresso autentico non consiste nel rendere possibile tutto cio’ che la tecnologia consente, ma nel saper distinguere ciò che possiamo fare da ciò che è giusto fare.
In questa distinzione è la grandezza della medicina del futuro: unire precisione scientifica, giustizia sociale e rispetto della dignità
dell’Uomo.
Il Convegno lancia una sfida cruciale: riflettere sul futuro della medicina senza smarrire la dimensione umana.
L’avvento di tecnologie dirompenti – come i nanofarmaci a radiofrequenza e l’intelligenza artificiale applicata alla clinica- impone una accelerazione della riflessione bioetica.
La Convenzione di Oviedo del Consiglio d’Europa del 1997 costituisce un riferimento giuridico internazionale per la protezione dei diritti umani e della dignità nelle applicazioni della biologia e della medicina, affrontando i temi della ricerca biomedica, la genetica ed i trapianti; e, recentemente ( 2021) le raccomandazioni dell’OMS hanno affrontato la governance delle tecniche di modifica del genoma umano e le responsabilità scientifiche, sociali, ed etiche che ne derivano.
E’ tempo di accogliere e governare l’innovazione attraverso il principio di precauzione, tutelando l’impatto antropologico della scienza in modo particolare per le persone fragili.
In una società sempre piu’ frenetica e automatizzata, l’obiettivo centrale diventa un atto di resilenza:
custodire il ” patto invisibile” di fiducia tra medico e paziente, garantendo che la cura resti un valore umano e non un semplice automatismo.
Il progresso che consente a pochi di vivere meglio non è un vero progresso: il progresso autentico è quello che permette a tutti di vivere con maggiore dignità.