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Le Nuove Disposizioni sulle Scuole:

Il Divieto di Burqa e Niqab

Il dibattito sull’integrazione e sulla sicurezza negli istituti scolastici italiani ha registrato un’accelerazione decisiva con le proposte presentate dal Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ed integrate nei recenti provvedimenti dell’esecutivo.

La misura mira a introdurre un divieto esplicito per l’uso del burqa e del niqab (i veli integrali che coprono interamente il volto) all’interno delle aule e degli spazi scolastici. Dal punto di vista normativo, l’intervento va ad agire sul principio del riconoscimento personale nei luoghi pubblici — già disciplinato dalla c.d. Legge Reale (L. 152/1975) — rimuovendo l’esimente del “giustificato motivo” di carattere religioso o culturale per la copertura del volto durante le attività scolastiche.

Il ministro Valditara ha motivato il provvedimento sottolineando come il velo integrale rappresenti un ostacolo insuperabile alla socializzazione e alla comunicazione educativa, configurandosi al contempo come un simbolo incompatibile con i principi costituzionali della dignità della donna e della pari dignità sociale.

Il Parere del Dott. Francesco Longobardi

(Presidente dell’Organizzazione Medea ODV -Ente Non Governativo inscritto presso la Camera dei Deputati)

 «Il tema della tutela dei diritti fondamentali della persona e della pari dignità di genere non può cedere il passo a compromessi ideologici né a false interpretazioni del multiculturalismo. Come organizzazione impegnata in prima linea nella lotta contro la violenza, la discriminazione e la sopraffazione in ogni sua forma, accogliamo la direzione intrapresa dalle nuove linee guida scolastiche come un passo di reale civiltà giuridica e sociale.

La scuola deve rimanere il luogo primario della crescita, dell’inclusione consapevole e dell’emancipazione. Permettere l’annullamento dell’identità visiva di una giovane donna o di una bambina all’interno del contesto classe non significa integrare, ma avallare una dinamica di isolamento e di sottomissione culturale o familiare che priva la persona della propria centralità e socialità.

Il rispetto della legalità, della sicurezza pubblica e della trasparenza nelle relazioni interpersonali non ostacola la libertà religiosa, ma ne definisce i confini invalicabili posti a garanzia dell’inviolabilità dei diritti umani. Salguardare la dignità delle studentesse ed eliminare le barriere fisiche e simboliche all’interno delle aule scolastiche è il precondizione indispensabile per costruire una società fondata sull’uguaglianza, sul rispetto reciproco e sui principi cardine della nostra Costituzione.»